Monday, February 13, 2006

La donna che ALS non ha avuto e non avrà mai

E infatti bella non è. Non lo è mai stata, mi sa. La vedi elegante, curata nei dettagli, sotto l'obiettivo di fotografi più che professionali. E non è bella, sorride, è raggiante, del resto come non esserlo. E se non c'è bellezza in un momento così, non ce ne sarà mai per lei. C'è solo il taglio scalato e la collana.

Vorrei non averla vista così. Da spettatrice, mi sento un po' tradita. Popolava non i miei sogni, ma alcune mie certezze. Sulla natura della bellezza in sé. Di bellezza interiore, garantita solo quando la di lei esistenza è provata, agli occhi degli uomini da un musetto che la proietta, che la traduce in pelle occhi bocca.
Popolava i miei dubbi. Mi chiedevo "bisogna essere belle così perché un uomo ti ami anche senza reciprocità, senza parole senza abbracci scambiati?". Avrei voluto averne una foto, a volte, ti confesso, per metterla accanto a una mia e giocare alle differenze. Carpire affascinanti segreti oltre lo sguardo, un'idea dietro alla piega della bocca. La rivedi con la bocca storta, il nasino che ci pende un po' sopra. Gli occhi troppo vicini, segno di cattiveria, pare... e non mi lascio andare ad altre considerazioni fisiognomiche ché chissà dove mi lascerei portare.

ieri sera sono tornata a casa e mi sono fatta una foto allo specchio. L'ho mandata a mimmi senza commenti, stamattina. Ha risposto solo:

"pretty. pretty pretty pretty, my pretty. pretty".

Oggi alla sua bugia, o alla sua verità ingannata dai sentimenti, voglio crederci. Per oggi soltanto.

Perché è come se D lo dovesse ad ALS , o meglio glielo doveva, e oramai è troppo tardi. Lei non saprà mai, probabilmente, di aver smesso di essere bella nel momento esatto in cui ALS non l'ha più trovata tale. Lo so io lo sappiamo noi, e ci basta, vero?

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